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14 gennaio 2009
Viagra: super prestazioni ma sul campo di
calcio
ROMA - Viagra, la pillola blu capostipite dei
farmaci anti-impotenza di nuova generazione, potrebbe essere
destinata a diventare molto popolare negli spogliatoi degli
stadi , e non per le sue (finora) acclarate virtù.
Una squadra di calcio brasiliana ne ha infatti ha studiato gli
effetti sul campo invece che sul talamo, riscontrando , pare,
risultati di tutto rispetto sul piano delle prestazioni
sportive.
Il caso, qualora fosse confermato, è destinato a creare
scompiglio e a generare discussioni e preoccupazioni, prima di
tutto fra coloro chi si occupano di doping. «È necessario
che l'Agenzia mondiale antidoping avvii subito un'attenta
valutazione scientifica sul Viagra. Non solo per accertare
eventuali proprietà dopanti della pillola, ma anche e
soprattutto a tutela della salute degli atleti che ne
dovessero far uso», afferma Pino Capua, presidente della
Commissione nazionale anti-doping della Federcalcio, che
commenta così lo studio sui possibili effetti della pillola
blu sulle performance pedatorie condotto dallo staff medico
del Gremio, club vicecampione del campionato di calcio
brasiliano.
«FARE CHIAREZZA» - Gli studi seguiti
all'intuizione del responsabile medico della squadra carioca,
Alarico Endres, avrebbero infatti confermato che «il Viagra
aumenta e migliora, la circolazione sanguigna, e quindi può
favorire la prestazione dei calciatori. Soprattutto in altura»,
come ha spiegato lo stesso specialista. Un'assoluta novità,
che potrebbe stuzzicare la voglia di calciatori professionisti
e non, di migliorare le proprie imprese in campo, magari
spinti proprio dai loro club di appartenenza, dal momento che
la pillola blu non figura (per ora) nella lista delle sostanze
vietate agli atleti. «Ecco perchè - ha spiegato Capua
all'agenzia di stampa Adnkronos Salute - è importante che la
Wada faccia al più presto degli studi in proposito. Se ne
venisse accertata scientificamente la natura dopante, il
prodotto andrebbe immediatamente incluso nella lista delle
sostanze vietate. A prescindere dal doping: chi può escludere
infatti che non ci siano rischi, anche a lungo termine, per la
salute degli atleti? Va fatta subito chiarezza», sottolinea.
IL DILEMMA - E se fosse davvero dopante? Qualche
calciatore «in difficoltà» in
futuro potrebbe trovarsi a dover scegliere fra uan possibile
squalifica e una buona performance in camera da letto.
Soubrette e «veline» di turno sono avvertite.
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